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Aggiornato sab 25-01-2020 07:29.
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Azione cattolica: Educare in Famiglia al bene comune

Nell'incontro formativo che si è svolto il 17 Aprile all'Oratorio di Dovera per gli Adulti della nostra Unità Pastorale di Dovera, Postino e Roncadello, il tema si è focalizzato sulla crisi educativa e le vie di speranza.
Il concetto è che ora ci si trova a dover passare dall'io al noi, per poter coltivare il bene comune, che è un grande valore. Questo è un momento di passaggio: proviamo a rispondere con 4 parole di speranza.
Alcune diapositive mostrano alle persone presenti l'evoluzione della famiglia nei periodi storici che abbiamo attraversato. Il modello di famiglia patriarcale di fine '800 era strettamante legato al mondo contadino e all'economia agricola che dettava i valori della comunità: lo spirito religioso, l'attaccamento al lavoro e il legame con la comunità locale. La famiglia era allargata a nonni e nipoti e le regole da seguire erano ben precise: padre padrone, assoggettamento dei figli e della moglie al volere del marito e una discriminazione tra uomo e donna a svantaggio di quest'ultima. Esistevano comunque modelli di famiglia che si differenziavano da quella contadina in base al ceto sociale di appartenenza. In questi nuclei che si potrebbero definire borghesi si riscontrava un numero minore di figli, una scolarità più alta e naturalmente condizioni economiche più agiate.


Nel secondo dopoguerra i nuovi sistemi di lavoro legati ai ritmi della fabbrica hanno determinato una trasformazione radicale della famiglia. Sono gli anni del “boom” economico (anni Cinquanta e Sessanta) che sgretola il sistema patriarcale, non più funzionale alla nuova società, (che non è più rurale) e che porta alla nascita di un nuovo nucleo familiare composto da marito, moglie e pochi figli. E' la cosiddetta famiglia nucleare, dove la donna acquista potere, diventa la regina della casa e viene riconosciuta come soggetto nella società.
Alla fine degli anni 80' la famiglia si chiude, nascono nuovi modelli, la figura del padre diventa elemento critico, da figura normativa diventa figura emotiva. In questo quadro di evoluzione chi ha risentito di più della crisi dei passaggi culturali e sociali è la figura del padre. L'autorità e l'autoritarismo hanno lasciato il posto alle emozioni e alla fragilità.
I recenti sviluppi sociali, dagli anni Ottanta ad oggi, hanno introdotto nuove tipologie di famiglia. Sono diminuiti i matrimoni, sia religiosi, sia civili, si sono diffuse le famiglie di fatto, si parla sempre più sovente di famiglie allargate, spesso il nucleo familiare è costituito da un solo individuo che viene detto single. In queste famiglie si sono create nuove abitudini che hanno alterato i rapporti parentali e in particolare il rapporto genitori-figli, sebbene i compiti tipici dell'uomo e della donna nella relazione educativa restino sempre la protezione, la cura, la custodia, la memoria e la consolazione.
I nodi critici del nostro presente con cui dobbiamo quotidianamente confrontarci sono:

 

  • La mancanza di una rete educativa
  • La crisi del rapporto coniugale
  • L'abbandono della dimensione di fede
  • L'incapacità di gestire emozioni
  • L'ipertrofismo femminile.

Per recuperare un senso di speranza nella relazione educativa proponiamoci di fare nostre 4 parole: ASCOLTO, PAROLA, SACRIFICIO, SOSTEGNO.

Con questi spunti di riflessione ci lasciano i coniugi Angelo e Luisa Bertolotti, che ringraziamo sentitamente per averci accompagnato in questo anno associativo 2015-2016. Anno associativo che abbiamo concluso insieme, come tradizione, partecipando alla S.Messa del 31 maggio alle ore 21 in Santuario, a chiusura del mese Mariano.

Con l'augurio di una buona estate che sia proficua per il ritempramento fisico, ma non trascuri le occasioni di preghiera e ascolto della Parola per la nostra crescita spirituale, ci diamo l'arrivederci a settembre.

Antonietta Ingargiola

Ultimo aggiornamento (Domenica 12 Giugno 2016 19:40)