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Aggiornato sab 20-06-2020 18:07.
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Azione Cattolica:La gioia di essere Cristiani

Riflettiamo su alcuni pensieri raccolti nell' incontro formativo di domenica 26 marzo, condotto da don Peppino Raimondi, nell'oratorio San Giovanni Bosco a Postino. La nostra vita, la vita di tutti, è una battaglia continua, con poche piccole tregue, e questo ci dà motivo per sentirci giustificati e alquanto autorizzati ad assumere un atteggiamento di tristezza, di fatalismo e di rassegnazione. Invece si deve affrontare la vita con serenità, anche quando è difficile, e siamo tutti consapevoli di quanto sia difficile.
Prendiamo in considerazione tre aspetti:

  1. uno sguardo alla realtà in cui viviamo.
  2. uno sguardo alla Parola di Dio, che ci provoca nel contesto in cui viviamo.
  3. un invito ad assumere uno stile di vita.


1. nel momento che stiamo vivendo essere pessimisti non vuol dire essere pessimisti, ma essere realisti. Proviamo però a pensare un attimo alla pazienza che ha avuto Gesù nel sopportare la contrapposizione dei Farisei, sempre pronti a criticarlo, a giudicarlo, desiderosi solo di coglierlo in fallo. Come Lui, anche noi oggi ci troviamo in un mondo che ci pone una quantità di interrogativi; da ogni mezzo di comunicazione ci arrivano raffiche di notizie martellanti, che ci danno la percezione che il male abbia intaccato tutte le realtà: corruzione ovunque, omicidi, suicidi, comportamenti scorretti anche di sacerdoti e suore, e l'elenco si fa troppo lungo.
A fronte di queste situazioni si distinguono tre atteggiamenti:
uno catastrofico: stiamo andando verso la distruzione totale.
uno indifferente: tanto è sempre stato così.
uno: salviamo il salvabile.
Nessuna di queste posizioni è propria del cristiano: il cristiano non può vivere nell'amarezza, tanto meno nell' estranietà, e nemmeno nell'opportunismo, ma deve porsi in serenità, non solo nelle grandi occasioni, ma ogni giorno, con sincerità di cuore, radicati nella Fede e nella Parola di Dio. Solo questo ci può far ritrovare la gioia dell'essere cristiano, e questa felicità che nasce nel nostro intimo e si rispecchia sul volto è la testimonianza più efficace verso chi non è credente o non crede più.

2. questa serenità consapevole e benevola si può ottenere praticando uno stretto contatto con la parola di Dio. Se fossimo felici a cuor leggero e in modo superficiale, la nostra stupida esaltazione crollerebbe al primo alito di vento, ma se attingiamo a piene mani negli insegnamenti di Gesù, la fiducia e la speranza concreta non ci deluderanno mai. Lì troviamo le motivazioni dell'esistenza, lì leggiamo il grande progetto che Dio ha per ciascuno di noi. Dio ha dato suo Figlio per realizzare questo progetto, come possiamo pensare che ci voglia distruggere? Ognuno ha il suo ruolo in questo progetto, anche se è malato o impedito. Gesù ci ha annunciato che nel mondo noi avremo tribolazioni, che ci saranno guerre e carestie, terremoti e persecuzioni, ma Gesù ci ha anche detto: “Io ho vinto il mondo”.

3. l'impegno di essere decisi a vivere la gioia cristiana. Papa Francesco è un grande esempio della gioia di essere cristiani. I Santi hanno lavato la loro vita nel sangue dell'Agnello, e la loro testimonianza di grande beatitudine ce li ha fatti riconoscere come tali. Testimonianze ci dicono che se la buona novella l'avessimo scritta in faccia, non ci sarebbe bisogno di fare altro. Oppure “Se tu non bruci d'amore tanti morranno di freddo.” Tanto più saremo pieni della vita di Gesù, il Pane della vita, tanto più potremo contagiare gli altri. “Chi mangia di me, vivrà in me.”

Tutto questo vissuto in piena e serena semplicità.

Antonietta Ingargiola

Ultimo aggiornamento (Domenica 21 Maggio 2017 18:48)