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Aggiornato sab 20-06-2020 18:07.
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Azione Cattolica

Lo avete fatto a me (Mt 25,40)

Quelli della mia generazione, classe 1950, conservano la memoria viva degli anni della formazione vissuta negli oratori, giocando con le proprie amiche e con le ragazze un poco più grandi; rigorosamente ragazze, perché gli oratori erano divisi in maschile e femminile, finchè ci si riuniva tutti nel cinema, pestando i piedi quando nel film arrivavano i “nostri” che risolvevano la situazione.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 20 Novembre 2019 20:06)

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Azione Cattolica:La gioia di essere Cristiani

Riflettiamo su alcuni pensieri raccolti nell' incontro formativo di domenica 26 marzo, condotto da don Peppino Raimondi, nell'oratorio San Giovanni Bosco a Postino. La nostra vita, la vita di tutti, è una battaglia continua, con poche piccole tregue, e questo ci dà motivo per sentirci giustificati e alquanto autorizzati ad assumere un atteggiamento di tristezza, di fatalismo e di rassegnazione. Invece si deve affrontare la vita con serenità, anche quando è difficile, e siamo tutti consapevoli di quanto sia difficile.
Prendiamo in considerazione tre aspetti:

  1. uno sguardo alla realtà in cui viviamo.
  2. uno sguardo alla Parola di Dio, che ci provoca nel contesto in cui viviamo.
  3. un invito ad assumere uno stile di vita.


1. nel momento che stiamo vivendo essere pessimisti non vuol dire essere pessimisti, ma essere realisti. Proviamo però a pensare un attimo alla pazienza che ha avuto Gesù nel sopportare la contrapposizione dei Farisei, sempre pronti a criticarlo, a giudicarlo, desiderosi solo di coglierlo in fallo. Come Lui, anche noi oggi ci troviamo in un mondo che ci pone una quantità di interrogativi; da ogni mezzo di comunicazione ci arrivano raffiche di notizie martellanti, che ci danno la percezione che il male abbia intaccato tutte le realtà: corruzione ovunque, omicidi, suicidi, comportamenti scorretti anche di sacerdoti e suore, e l'elenco si fa troppo lungo.
A fronte di queste situazioni si distinguono tre atteggiamenti:
uno catastrofico: stiamo andando verso la distruzione totale.
uno indifferente: tanto è sempre stato così.
uno: salviamo il salvabile.
Nessuna di queste posizioni è propria del cristiano: il cristiano non può vivere nell'amarezza, tanto meno nell' estranietà, e nemmeno nell'opportunismo, ma deve porsi in serenità, non solo nelle grandi occasioni, ma ogni giorno, con sincerità di cuore, radicati nella Fede e nella Parola di Dio. Solo questo ci può far ritrovare la gioia dell'essere cristiano, e questa felicità che nasce nel nostro intimo e si rispecchia sul volto è la testimonianza più efficace verso chi non è credente o non crede più.

2. questa serenità consapevole e benevola si può ottenere praticando uno stretto contatto con la parola di Dio. Se fossimo felici a cuor leggero e in modo superficiale, la nostra stupida esaltazione crollerebbe al primo alito di vento, ma se attingiamo a piene mani negli insegnamenti di Gesù, la fiducia e la speranza concreta non ci deluderanno mai. Lì troviamo le motivazioni dell'esistenza, lì leggiamo il grande progetto che Dio ha per ciascuno di noi. Dio ha dato suo Figlio per realizzare questo progetto, come possiamo pensare che ci voglia distruggere? Ognuno ha il suo ruolo in questo progetto, anche se è malato o impedito. Gesù ci ha annunciato che nel mondo noi avremo tribolazioni, che ci saranno guerre e carestie, terremoti e persecuzioni, ma Gesù ci ha anche detto: “Io ho vinto il mondo”.

3. l'impegno di essere decisi a vivere la gioia cristiana. Papa Francesco è un grande esempio della gioia di essere cristiani. I Santi hanno lavato la loro vita nel sangue dell'Agnello, e la loro testimonianza di grande beatitudine ce li ha fatti riconoscere come tali. Testimonianze ci dicono che se la buona novella l'avessimo scritta in faccia, non ci sarebbe bisogno di fare altro. Oppure “Se tu non bruci d'amore tanti morranno di freddo.” Tanto più saremo pieni della vita di Gesù, il Pane della vita, tanto più potremo contagiare gli altri. “Chi mangia di me, vivrà in me.”

Tutto questo vissuto in piena e serena semplicità.

Antonietta Ingargiola

Ultimo aggiornamento (Domenica 21 Maggio 2017 18:48)

 

Azione cattolica: Educare in Famiglia al bene comune

Nell'incontro formativo che si è svolto il 17 Aprile all'Oratorio di Dovera per gli Adulti della nostra Unità Pastorale di Dovera, Postino e Roncadello, il tema si è focalizzato sulla crisi educativa e le vie di speranza.
Il concetto è che ora ci si trova a dover passare dall'io al noi, per poter coltivare il bene comune, che è un grande valore. Questo è un momento di passaggio: proviamo a rispondere con 4 parole di speranza.
Alcune diapositive mostrano alle persone presenti l'evoluzione della famiglia nei periodi storici che abbiamo attraversato. Il modello di famiglia patriarcale di fine '800 era strettamante legato al mondo contadino e all'economia agricola che dettava i valori della comunità: lo spirito religioso, l'attaccamento al lavoro e il legame con la comunità locale. La famiglia era allargata a nonni e nipoti e le regole da seguire erano ben precise: padre padrone, assoggettamento dei figli e della moglie al volere del marito e una discriminazione tra uomo e donna a svantaggio di quest'ultima. Esistevano comunque modelli di famiglia che si differenziavano da quella contadina in base al ceto sociale di appartenenza. In questi nuclei che si potrebbero definire borghesi si riscontrava un numero minore di figli, una scolarità più alta e naturalmente condizioni economiche più agiate.

Ultimo aggiornamento (Domenica 12 Giugno 2016 19:40)

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Azione Cattolica: Educare in Famiglia al bene Comune

Abbiamo aperto il nuovo anno associativo 2015-2016 con un incontro formativo svoltosi domenica 15 novembre presso l'oratorio di Dovera, condotto dai coniugi Angelo e Luisa Bertolotti, provenienti da San Martino. Il tema scelto a livello vicariale è arduo e molto impegnativo: EDUCARE IN FAMIGLIA AL BENE COMUNE. Può sembrare una montagna di cui non vediamo la cima, ma possiamo muovere i primi passi per giungere almeno in prossimità del primo campo base. Siamo in un momento in cui ci arrivano da più parti mille risposte ben confezionate, ma se noi ci poniamo una giusta domanda, dobbiamo trovare una risposta giusta, adeguata alla domanda e non semplicemente adattata. Se consideriamo il bene comune come un problema da risolvere, rischiamo di prendere decisioni affrettate, e noi sappiamo che quando facciamo una scelta, questa ha sempre delle conseguenze immediate, e delle ripercussioni nel futuro. Per esempio: i nostri nipoti tra 25 anni in che mondo vivranno? Quindi prima di prendere delle decisioni bisogna ragionare su tre elementi significativi, tre malattie, che intaccano queste dimensioni:

Ultimo aggiornamento (Domenica 10 Aprile 2016 18:44)

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Azione cattolica: Dalla Carità nasce la Pace

Proseguendo nel percorso formativo del Gruppo Adulti di Azione Cattolica, domenica 11 gennaio la nostra Unità Pastorale si è riunita all'oratorio di Dovera, dove abbiamo avuto l'occasione di incontrare tre persone semplici e usuali come noi, eppure veramente straordinarie per il loro modo di vivere il Vangelo.
Marco, Cristina e Sergio sono venuti da Lodivecchio per raccontarci con molta umiltà la loro esperienza di cristiani che cercano di mettere in pratica in modo concreto la carità e la fratellanza verso le famiglie che si trovano in difficoltà. Quando si pensa ad aiutare qualcuno si pensa sempre a una raccolta di fondi, perché ovviamente i soldi sono sempre la prima necessità, ma non sono la sola cosa che serve per ridare equilibrio a tante situazioni complicate. Il fondo di solidarietà “La Dimora”, istituito nel 2001 in memoria di Gaetano Cigognini, che ci esortava a “ Incarnare nuovi metodi di vita cristiana, rete di relazioni, di esperienze, di solidarietà, e a mettere in pratica uno stile di vita sobrio e solidale, per poter sostenere le famiglie in difficoltà “ “La Dimora” dicevo, va molto oltre quello che è il sostegno economico, e ce ne hanno dato testimonianza i nostri amici di Lodivecchio.
Lavorando in collaborazione col Fondo Diocesano, con le Caritas locali e con gli assistenti sociali dei Comuni, si forma una rete di informazioni, utile per non cadere in mano ad approfittatori, e per individuare con certezza una o due famiglie bisognose, che vengono avvicinate con molto tatto e riservatezza, e che se accettano di essere seguite, vengono accompagnate da un paio di persone nell'amministrazione familiare, negli accorgimenti utili per risparmiare, sul modo di pagare le bollette senza farsi tagliare luce e gas, dando anche delle piccole somme, che possono servire sia per l'emergenza che, per esempio, per il dentista del bambino. Tutto questo per un anno, con visite giornaliere e un sostegno anche morale. Durante questo periodo di tempo può succedere che un papà o qualcuno della famiglia trovino un lavoro più continuativo, e riescano a cavarsela da soli. Poi si passa ad un'altra famiglia bisognosa, ma non si taglia completamente il rapporto con la prima, con cui si sono stabiliti legami di amicizia e fraternità. Ecco cos'è il fondo di solidarietà “La Dimora”: qualcosa che va assolutamente oltre il sostegno economico, e incarna concretamente le direttive del Vangelo.

Il nostro prossimo appuntamento, è domenica 8 febbraio, per la consueta annuale Marcia per la Pace , promossa dall'Azione Cattolica e dalle Parrocchie del Vicariato di Spino d'Adda.
Il ritrovo è alle ore 16 all'oratorio di Dovera, il percorso sarà fino alla chiesa di Roncadello, dove alle 17 e 30 si celebrerà l'Eucaristia. Il messaggio di Papa Francesco del 1°gennaio 2015 dal titolo: “Non più schiavi, ma fratelli.” è già stato abbondantemente diffuso, e continua a provocare le nostre coscienze con la forza delle sue parole contro le molteplici e abominevoli schiavitù che piagano troppe categorie di uomini, donne e bambini in tutto il mondo. Parlare di Pace in questo contesto risulta oltremodo difficile, ma come un'Araba fenice, che rinasce dalle proprie ceneri ogni volta che muore, anche la Pace può rinascere alla Luce della Parola di Gesù, l'unica Parola che ci da la speranza che in fondo ad ogni uomo si annida un seme di Pace.

Antonietta Ingargiola

Ultimo aggiornamento (Martedì 20 Gennaio 2015 18:58)

 
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